"Per due giorni, la città cara al Gran Conte Ruggero I, si lascerà scoprire a tutto tondo, aprendo le sue porte, in un museo a cielo aperto;

monumenti, chiese, palazzi, campanili e sotterranei, saranno aperti contemporaneamente e racconteranno la loro millenaria storia: dai greci ai romani, dai normanni agli aragonesi, dagli spagnoli ai borbone. Dipinti, paramenti e argenti, documenti storici e libri antichi, itinerari mozzafiato restituiranno il fascino di una città senza tempo. Patti lascia il suo segno attraverso la storia di personaggi illustri, di vescovi e re illuminati, che la vollero Nobilissima". Così presenta il progetto Anna Ricciardi,direttore artistico del Tindari festival. "Un progetto, ribadisce il Sindaco Mauro Aquino, nato in partnership con la Curia di Patti nella persona del Vescovo Mons Giombanco e frutto di un un gioco di squadra tra l'ufficio turismo di Patti e la valorosa squadra di Associazioni Pattesi che da anni si impegnano per la valorizzazione e la diffusione culturale del territorio nonchè gli allievi del corso di Turismo dell 'istituto Borghese Faranda . Avviata una proficua collaborazione con la direzione delle Vie dei Tesori, vorremmo dal prossimo anno essere già pronti per entrare va far parte di questo prestigioso festival" Sono Tesori nascosti , poco noti non sempre aperti al pubblico: la cattedrale , che non poteva essere tralasciata vista la centralità della sua storia e della sua importanza artistica , è stata arricchita dall'esposizione dei cosiddetti tesori della Cattedrale e dalla visita all'aula del Capitolo dove troneggiano i 21 ritratti dei vescovi più importanti della città insieme alla " Vera Effigie Rogerius I" , uno dei due unici ritratti insieme a quello di Troina del Gran Conte Di Sicilia, La Chiesa Di Sant'Ippolito che racchiude splendide pale settecentesche anche del Novelli e fulcro della vita medievale della città di Patti perchè nei suoi portici si esponevano gli editti - in particolare si ricorda Il documento del 1133 per la prima volta in doppia copia“ in duo scripta, unum Pactensibus, aliud Episcopus” cioè in volgare! Altrettanto ricche di fascino la chiesa di Santa Maria degli agonizzanti, un piccolo gioiello di Barocco Pattese con gli stucchi serpottiani ove venivano accolti gli agonizzanti per ricevere preghiere e benedizioni; la chiesa delle Clarisse , La Chiesa Della Sacra famiglia,sulla sommità di una deliziosa scala tardo settecentesca, ove si scorgono elementi del castello alagonese; la chiesa di San Michele , con il suo elegante Ciborio del Gagini. Particolare attenzione e i palazzi storici di Patti, luoghi di memorie: attraversano con i loro arredi e le loro linee più di due secoli di storia e raccontano le mode, gli usi e i costumi del quotidiano. Palazzo Erbicelli Greco e il palazzo dei giardini pensili: mille metri di verde , un tesoro nascosto nel cuore del centro storico: dalla fonte settecentesca visibile nell'atrio che irrorava la fontana della vicina piazza ai monili dell'ottocento, scopriamo insieme i ricordi di famiglie antiche.Così come Villa della Scala con la visita al baglio, ai “Giardini Ecclettici”, al piano terra, la villa dove l'Archeologo Salinas , uno dei più importanti studiosi di Tindari , insieme al barone della Scala condusse importanti scavi archeologici. Ancora Casa Nachera , la casa del pittore che ritrasse la nobiltà pattese, discendente da una nobile famiglia spagnola che si stanziò a Patti il cui stemma troneggia ancora sulla casa settecentesca e che testimonia l'eleganza del tratto e delle forme di un pittore che seppe tratteggiare la sua epoca come si evince dalla stanza dei dipinti. E ancora Il caffè galante, Il caffè più antico della città e ultimo caffè storico siciliano che si conservi, con arredi e decori originari, interamente conservato in stile liberty, frequentato dal Nobel Salvatore Quasimodo e da altri intellettuali a partire dagli anni trenta del secolo scorso. Non mancheranno le passeggiate naturalistiche alla scoperta della storia antica, la distesa di vigneti dell'Azienda Agricola Daemone con i suoi Palmenti ellenistico-romani scavati nella pietra agricola e , a seguire l'immancabile Aperitivo in cantina “Storie e territorio a tavola”. e Ancora la vedetta romana del Monte Perrera avvolta da mistero e da cui si gode una visione del Golfo mozzafiato! Esposti per la prima volta a Villa Pisani, i volumi dell'Archivio storico del Comune con atti e documenti del 700 e dell 800 riguardanti soprattutto la storia poco conosciuta di una fiorente marina che conquistò con la sua bellezza i viaggiatori stranieri che per tre secoli visitavano le coste della città Per l'occasione saranno preparate degustazioni speciali , le prelibatezze mediterranee in piazzetta Don Sturzo con la granita lavorata lavorato secondo l'antica ricetta, l'aperitivo e la cena ai Giuradini Pensili di Palazzo Erbicelli dal menù tutto siciliano. Partner: Biblioteca e Archivio Comunale di Patti, Servizio Turistico Regionale di Patti, Associazione PFM, Associazione di Promozione Sociale Officina delle Idee, Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti, Associazione Culturale Tindari, Istituto Statale d'Istruzione Superiore Borghese Faranda, Azienda Agricola Daemone, Unione Commercianti Pattesi, Unione Albergatori Pattesi, Libreria Articolo 18, Telebit Consulting, Scomunicando. Un ringraziamento speciale alla Curia di Patti nella persona di Sua Eccellenza, Il Vescovo Mons. Guglielmo Giombanco, al dott. Franz Aiello, al dott. Gaetano Caleca, alla dott.ssa Maria Teresa Di Bella, alla dott.ssa Valeria Furnari, al sig. Nino Galante, al geom. Nino Lo Iacono, alla sig.ra Maria Antonietta Letizia, al dott. Nino Miragliotta, al dott. Gaetano Nachera, al prof. Luigi Romana, all’arch. Claudio Rubeis, a Massimo Scaffidi che ha curato la grafica, all’avv. Giovanni Sciacca, al prof. Filippo Segreto e alla prof.ssa Alba Zuccarello. Organizzazione e coordinamento, Marianna Bonsignore e Rosamaria Natoli dell’Ufficio Turismo del Comune di Patti